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di Gabriella Coronelli





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Bill Gates pensa agli agricoltori in Africa

ai nostri agricoltori, pensiamoci noi

27/02/2012

Su "la Repubblica" è stata pubblicata un'intervista fatta a Bill Gates, ascoltando la trasmissione "Prima Pagina" sentivo i commenti del pubblico, tra cui la telefonata di un agricoltore italiano che spiegava come il momento della raccolta fosse, una volta, il momento della gioia, la felicità, di ogni agricoltore. 

Oggi è diventato il momento della maledizione, dice, perché il nostro raccolto dobbiamo venderlo a prezzi che non ci permettono neanche di mantenere dignitosamente la nostra famiglia: 1 quintale (scrivo intero per non lasciare dubbi) di olive è pagato 35euro!!!

E qui mi riaggancio alla polemica circolante da mesi relativa alla qualità e al costo dell'olio di oliva: esiste una corrente di pensiero sostenuta da Federolio e Assitol che sostiene che il costo di un litro d'olio d'oliva (non oso aggiungere extravergine) al pubblico, sullo scaffale del supermercato, non possa essere di 2,50.

Facciamo un po' di conti con l'agricoltore di questa mattina, che quasi piangeva al pensiero dei 35 al quintale delle sue olive: un kilo di olive è pagato 0,35, giusto?, da 100 kg di olive si ottengono 20/22 litri di olio (per comodità di conto facciamo 20) significa 5kg di olive per un litro d'olio; moltiplichiamo il nostro 0,35x5 e otteniamo 1,75 il costo certo di materia prima per ogni litro di olio neanche spremuto ancora, a cui si devono aggiungere un' infinità di costi prima che arrivi nelle mani del consumatore.

E abbiamo un agricoltore dipserato!!!


Bill Gates pensa agli agricoltori in Africa

Come è possibile che questo olio arrivi sullo scaffale a 2,50

Evidentemente non è questo olio ad arrivare sullo scaffale ma, come ben descrive Paolo Berizzi, giornalista diRepubblica, un miscuglio di non si sa bene che cosa arrivato da coltivazioni intensive. 

Cosa si intende per coltivazioni intensive

Andate alla foto 2: vedete la distanza di questi ulivi tra l'uno e l'altro? Quanto potranno crescere? Come saranno potati per poter crescere così vicini? saranno potati con la tipica "potatura da allevamento".

Ora guardiamo la foto3, notate la distanza tra questi ulivi? Questo secondo tipo di impianto (max 500 piante per ettaro contro le 1200 della coltivazione intensiva) permette alle piante di svilupparsi e accogliere il calore e la luce del sole fondamentali per un prodotto di qualità.

Il nostro paese è famoso nel mondo per questo tipo di coltivazione, i nostri piccoli agricoltori hanno bisogno di essere sostenuti, non chi pratica la coltivazione intensiva perché chi fa questa pratica la sceglie proprio perché ha già rapporti con gruppi industriali che li sosterranno negli investimenti per acquisto di macchinari e prodotti chimici per la concimazione, poi acquisteranno il loro prodotto finale esattamente per quello che vale ... e poter, così, arrivare sullo scaffale della GD a 2,50 al litro.

Bill Gates pensa agli agricoltori in Africa

Sostenere i piccoli agricoltori significa modificare i modelli di consumo, significa acquisire la cultura della moderazione, della conoscenza del territorio e della disciplina alimentare: una rivoluzione.

Anche i piccoli agricoltori devono fare uno sforzo per modificare il loro paradigma,devono lasciarsi aiutare, lasciare entrare l'innovazione nelle loro piccole aziende in tutte quelle funzioni in cui l'innovazione può portare dei benefici. 

Nell'intervista citata sopra a Bill Gates, lo stesso racconta degli aiuti offerti a popolazioni africane per diventare indipendenti dal punto di vista alimentare: questa gente ci ha messo conoscenza, capacità valori ma hanno anche accettato che Bill Gates li aiutasse a migliorare le loro performances portando le sue conoscenze manageriali, le strategie, le tecnologie.

Nessun pregiudizio, i pregiudizi sono barriere, non si può fare tutto da soli, le tecnologie aiutano molto: le piccole imprese che hanno aumentato i loro fatturati e i margini operativi tra il 2010 e il 2011 (e stanno continuando con questo trend di crescita) lo fanno grazie alle nuove tecnologie e alla disponibilità a farsi aiutare da chi le tecnologie le conosce e le sa applicare nelle piccole imprese.

Il compromesso con i gruppi industriali NON può salvare il piccolo imprenditore, il consumatore consapevole e responsabile, disposto a riconoscere il valore del lavoro e del prodotto, è l'unica possibilità di salvezza dignitosa. Un rapporto diretto con il consumatore porta al miglioramento continuo, offre la possibilità di creare e sfruttare sinergie sia strategiche che economiche.

Bill Gates pensa agli agricoltori in Africa

27/02/2012 17:42
Gabriella Coronelli
http://www.glamfood.it
esiste la libertà di parola, per cui anche Bill Gates, nei limiti dell'etica può dire quel che pensa ...
27/02/2012 17:41
ma il problema non è Bill Gates se lo fa x propaganda o meno, il punto è....ma ci voleva Bill Gates x dire ste cose????
27/02/2012 17:40
Infatti la colpa la dovremmo dare a noi stessi, dopodiché dovremmo iniziare a risolvere il problema
Anche alle industrie farmaceutiche fa più comodo un popolo obeso...
27/02/2012 17:38
Gabriella Coronelli
http://www.glamfood.it
Dovremmo essere tutti adulti consapevoli e attribuire a Bill Gate o a chiunque altro responsabilità dirette non risolve il problema. Da molti anni persone come me utilizzano gli strumenti creati da Bill e altri come lui consentendo a questi strumenti un ruolo operativo nella propria vita. Chiunque li abbia trasformati in strumenti formativi per sé e la propria famiglia ha un problema personale che non ha nulla che fare con nessun altro se non con sé stesso
P. S. Credo che, escluse le industrie di produzione e distribuzione del cibo spazzatura, a qualsiasi altra impresa fa più comodo un target sano che non obeso ...
27/02/2012 17:37
i bambini obesi si spiegano con la cultura mondialista del prode Billy... se la madri fanno mangiare merda ai bambini i bambini diventano sacchi di me.... ovviamente la colpa non è solo dei cittadini idioti che comprano l'olio da 2 euro a litro (questo era l'esempio) ma anche di uno stato infame che permette di importare olio e altri prodotti che in Italia abbiamo in abbondanza, facendo in modo che i nostri poveri agricoltori muoiano di fame mentre i mercanti della stessa razza del buon Billy si ingrassino alla faccia e alla salute nostra
27/02/2012 17:36
Gabriella Coronelli
http://www.glamfood.it
Agli obesi di casa nostra dobbiamo pensarci noi, il problema è alla nostra portata .. all'altro problema è giusto che ci pensi Bill, è più alla sua portata :-)
27/02/2012 17:35
Non c'è dubbio Gabriella, e siamo in pieno accordo su questo. La multifattorialità dell'obesità, sia giovanile che dell'età adulta deve prendere in considerazione anche l'agricoltura. La produzione industriale di cibo altamente calorico a basso costo ha comportato da una parte l'impoverimento del suolo e degli agricoltori, e dall'altra l'esplosione di patologie da ipo o ipernutrizione...anche se a me preoccupa più quel miliardo e mezzo di persone e bambini malnutriti di quelli in sovrappeso e/o obesi. L’obesità con una pressione comunicativa culturale di massa si può prevenire e/o curare; per sfamare la gente, o per aiutare questi ad incrementare la loro disponibilità di cibo invece le parole non bastano, servono i fatti.
27/02/2012 17:35
Gabriella Coronelli
http://www.glamfood.it
Siamo noi quelli che devono ascoltare quotidianamente la voce dei nostri pescatori, dei nostri agricoltori ... siamo noi che ci siamo allontanati da uno stile di vita sano, come spiegheremmo, altrimenti, il 36% di bambini obesi nel sud Italia?????????
27/02/2012 17:31
Bill ha il denaro dalla sua e può permettersi di passeggiare tra prati fioriti, chi deve camparci rischia tante delusioni
27/02/2012 17:30
Amo la coerenza, tutto qua, e su questi temi non voglio tener da parte l’emotività.
Riportare soldi alla terra e all'agricoltura sotto forma di azioni lungimiranti e concrete, e' questo che vorrei anche vedere in pratica e poter leggere sui nostri giornali.
Certi messaggi espressi da persone autorevoli sono positivi, ne vorrei ogni giorno, almeno uno su ogni giornale che sfoglio, non c’è dubbio. Ma a quanti agricoltori, pescatori o pastori viene data quotidianamente voce?
27/02/2012 17:29
Gabriella Coronelli
http://www.glamfood.it
è ammirevole quello che tuo nonno e tuo padre hanno fatto creando per voi "capacità di futuro" ... i motivi di Bill Gates non ci è dato di conoscerli, potrebbero essere propagandistici, come dici tu Alberto Fatticcioni, oppure no, non sta a noi giudicare. Quello che noi possiamo fare, per patrimonializzare, è cogliere il meglio da chiunque. Personalmente non sono in possesso di conoscenze sufficienti per giudicare l'operato di Bill Gates, neanche di trattare il suo operato con arroganza, prendo atto di quello che fa, cerco di individuare spunti per il miglioramento, ho proposto la sua intervista come punto di partenza di una riflessione che, se hai letto, hai visto che va in altra direzione. Questo gruppo dovrebbe essere di "agricoltori ... uniti per non morire", il messaggio è forte, serve individuare nuovi modelli culturali. Le etichette, tipo "greenwashing" non servono, serve quello che noi siamo disposti a fare ... buon lavoro
27/02/2012 17:28
Mi chiedo però perché mio nonno che è vissuto per la terra e l'agricoltura, e mio padre, che sta passando ogni giorno della sua esistenza a custodire campi e boschi siano considerati marginali per la nostra civiltà. Loro hanno sempre pensato quello che Gates dice e grazie al loro lavoro ed al loro credo io e mio fratello avremo terra fertile per poterci sentire ancora utili alla nostra madre terra. Quella di Bill Gates è pura propaganda di stampo falso ecologista, greenwashing lo chiamano. Se pensa così, che doni i suoi milioni di euro alle popolazioni malnutrite del nostro pianeta, in modo che queste possano sviluppare un'agricoltura che li sostenga.
27/02/2012 17:26
Interessante ...lo condivido !!
27/02/2012 17:24
Si figuri Gabriella.. QUESTE sono le analisi di cui abbiamo bisogno per renderci conto di cosa paghiamo e di quanto vale e di cosa ci sta dietro... perché (anche) la consapevolezza.. è quello che ci manca e questa mancanza fa un sacco di danni...
27/02/2012 17:24
Gabriella Coronelli
http://www.glamfood.it
Grazie Luisa Doldi
27/02/2012 17:22
Ottima nota signora Coronelli... Come io sia arrivata qui non lo so ma la condivido sullla pagina Agricoltura e Dintorni...!°°
27/02/2012 17:16
logicamente pure io
27/02/2012 17:15
Gabriella tu sai già il mio pensiero, concordo con te!
27/02/2012 17:14
Fausto Delegà
Gabriella, concordo. Rilancio :-))

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