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di Gabriella Coronelli





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LA DIFFERENZA …

tra ciò che si fa e ciò che potremmo fare

08/06/2012
Eccellenze per noi, e non è detto che sia legge, sono tutti quei prodotti alimentari che nascono dalle volontà individuali di realizzare qualcosa, molto più che a basso impatto ambientale, ad alta valorizzazione ambientale.  Spiego: se inserita in un equilibrio ambientale sistemico, vale a dire un equilibrio che tenga in considerazione ogni attore attuale e futuro che compone l’ambiente, la produzione del prodotto alimentare genera valore aggiunto al territorio,  per diversi motivi, alcuni dei quali hanno benefici duraturi, generazionali.  Abbiamo assistito tutti, lo scorso anno, ai dibattiti, più o meno polemici, scatenati dai disastri naturali in Liguria e le conseguenti accuse.  Assistiamo tutti all'abbandono degli alpeggi, occupati da turisti che aprono per pochi giorni all’anno le loro belle casette ricavate da baite che hanno visto, nel tempo, produrre formaggi e altri prodotti semplici che hanno sostenuto generazioni. Assistiamo al ritorno di “figliol prodigi” che, dopo la laurea, e mantenendo una professione in città, tornano alla campagna ereditata, e si occupano di ulivi, vini o altri prodotti della terra, con piglio manageriale.

LA DIFFERENZA …

Le cose non sono andate sempre così, esiste una categoria di coltivatori artigiani che non hanno mai lasciato, hanno conservato gli stili, raccolto il testimone dalle generazioni precedenti e hanno continuato a produrre nel rispetto di regole etiche, non scritte, ma incise nei gesti, nei cuori, nella storia. Non aver lasciato significa aver mantenuto forti legami, tanto forti da costituire, oggi, la continuità storica.
A questi piccoli imprenditori, perché oggi si deve essere imprenditori per sopravvivere, si rivolge GlamFood, di queste eccellenze parliamo.  Con ciò non intendiamo affermare che le medie/grandi imprese non possano produrre eccellenze (abbiamo delle riserve) ma non hanno bisogno di essere sostenute da un portale specifico, si sostengono da sole.
Che funzione ha GlamFood? Nasce con lo scopo di essere una rete, la rete del gusto. Oggi mettersi in rete significa riconoscere le interconnessioni e utilizzare le sinergie generate dalle stesse per posizionarsi sul mercato e realizzare gli scopi aziendali previsti, attraverso la rete.
Il mercato è in rete: la strada, la piazza, il centro commerciale sono stati sostituiti dalla rete. Per comprare e vendere, in rete, non si possono utilizzare i modelli classici del negozio, del mercato rionale o del supermercato contestualizzato in un centro commerciale. 
È diverso, innanzi tutto, l’acquirente: è più qualificato, più informato, più attento a come spende e, spesso, utilizza la rete per perseguire gli obiettivi personali d’acquisto che, raramente, sono rappresentati dal prezzo ma dalla Qualità: in rete l’utente cerca il prodotto di Qualità. Questo lo hanno capito in molti, infatti molti, anche tra i micro imprenditori, si sono creati un sito e si sono messi online, alcuni anche con una modesta piattaforma e-commerce. Essere in rete significa essere in un oceano in continuo movimento, soggetto a fortissime correnti che ne modificano lo scenario di minuto in minuto; come farsi notare dai potenziali acquirenti, 4.5 milioni di GlamFoodies in Italia?
Attirare l’attenzione, in rete, ha un costo altissimo perché comporta l’utilizzo di tecnologie e competenze che hanno un costo tale da non essere a portata dei piccoli imprenditori; la proliferazione di piccoli siti e/o portali, di blog e altro, non fa che rendere più complessi i meccanismi di ricerca generando benefici, esclusivamente, ai motori di ricerca che, a loro volta, rendono sempre più complesse le procedure di indicizzazione (vedi Google Panda).  Oggi, il mercato del food glam (inteso come il food che affascina, seduce, incanta per i contenuti, per il piacere e per il valore nutrizionale) è frammentato: GlamFood è il congegno tecnologico/filologico per rimetterlo insieme.
GlamFood è la rete in cui tutti sono interconnessi: 
  • I produttori e le eccellenze raccontati in GlamFoodLand
  • Gli chef e la ristorazione, come veicolo per scoprire e degustare le eccellenze sono accolti in GlamFoodEat
  • I GlamFoodies, Clienti potenziali di produttori e ristoranti  che amano la degustazione e dedicano attenzione alla ricerca, alla scoperta e all’acquisto dell’eccellenza.
  • I degustatori professionisti che, attraverso la GlamFoodSchool, fanno crescere i Clienti trasferendo i concetti della degustazione necessari a riconoscere l’eccellenza. 
  • GlamFoodStore la piattaforma e-commerce a cui accede chiunque sia registrato, da significato agli incontri, le interconnessioni, le presenze. Finalità dello Store è sostenere i piccoli produttori di eccellenze, adottarli per condurli ad un posizionamento attivo che  consenta di vendere dignitosamente le eccellenze prodotte.

LA DIFFERENZA …

Abbiamo creato la rete per rendere visibili i contenuti e manteniamo e aggiorniamo la rete perché i motori di ricerca non indicizzano parole ma contenuti dinamici e informativi, creiamo le strategie per attrarre utenti nella rete, dove trovano, in trasparenza, ogni informazione utile a scelte consapevoli. 
Pensate ad un centro commerciale: la sua forza d’attrazione sta nel avere un’offerta estesa con grandi superfici trainanti e superfici satelliti. Sempre, comunque, innovazione, vetrine aggiornate, promozioni comunicate estesamente. Provate a visitare l’e-commerce di un piccolo (anche medio) produttore di eccellenze: da che ha creato quella pagina è così, è una vetrina polverosa, non stupisce che nelle statistiche di visite mensili il grafico sia piatto, mese dopo mese.  
La "rete del gusto" è mantenuta aggiornata e dinamica da una “redazione estesa”.
Vi sarete accorti un po’ tutti come il web-food sia ricco di blog e siti dove a scrivere sono persone competenti, brillanti, attenti alle esigenze del consumatore e alle esigenze del produttore. Anche questi blogger meritano più attenzione rispetto a quella che riescono ad ottenere attraverso gli strumenti personali. Su GlamFood non solo scrivono ma curano intere divisioni di prodotto o di territorio. 
Abbiamo scelto di sostenere i piccoli produttori non le grandi imprese. Siamo certi che i consumatori possano, in modo diretto, essere gli interlocutori giusti per ridare vitalità e un dignitoso riconoscimento al lavoro dei nostri produttori. 
La rete del gusto, non è un governo tecnico, la laurea alla Bocconi non serve, ognuno di noi si coltiva l'altrui rispetto con la capacità di comunicare soluzioni migliorative. 
Abbiamo messo online la nuova versione grafica del portale, abbiamo migliorato la navigazione interna, la struttura tecnologica è costituita da una piattaforma dinamica che agevola molto le collaborazioni estese, chiunque può partecipare con contenuti e proposte, è sufficiente essere logati ed avere la psw di accesso.
Stiamo ancora lavorando sul posizionmento che, al momento, ci sta dando discrete soddisfazioni, il numero di visitatori diversi giornalieri è decisamente dignitevole.
La cosa che ci fa molto piacere è che, pur non avendo ancora in alcun modo promosso attività di vendita, abbiamo già ricevuto richieste di acquisto delle eccellenze presentate. 
Lo Store sarà on-line a breve. 
Alle spalle di GlamFood c'è un’impresa che si occupa di tecnologie informatiche, realizziamo reti e websolutions per aziende di diversi settori, abbiamo una divisione interna che segue l’area comunicazione e realizza progetti di comunicazione sistemica. Siamo un'organizzazione "social oriented" significa che lavoriamo per dare benefici alle persone, per dare potere alle persone, sia che si tratti di Clienti, Fornitori o Collaboratori.
08/06/2012 19:08
Giuseppe Locati
Vi scrivo il testo del comunicato stampa emesso dal Ministero dell'agricoltura. noi agricoltori speriamo che le nuove tecnologie come l' ecommerce possano aiutarci molto e progetti condivisi da molti come il vostro possono aiutarci tanto. grazie
“La battaglia che state conducendo per diffondere la vendita diretta è fondamentale per i consumatori e i produttori e può contribuire a ristabilire gli equilibri interni alla filiera agroalimentare, e non ho alcuna difficoltà a definirla anche la mia battaglia”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha iniziato il suo intervento all’Assemblea nazionale degli Agrimercati di Campagna amica, organizzata da Coldiretti questa mattina a Roma, nel corso della quale è stato presentato il primo rapporto sull’andamento degli acquisti diretti nei mercati degli agricoltori.

“Sono certo che il vostro lavoro porterà risultati importanti sia sul piano economico che su quello culturale. Quest’ultimo ha un valore enorme perché abbiamo assoluto bisogno di far comprendere al consumatore l’importanza di un giusto rapporto con l’agricoltura, col cibo, con la terra e quindi con una parte fondamentale della stessa storia del nostro Paese. Recuperare un rapporto sano e corretto non solo è fondamentale in un’ottica legata al presente, ma significa anche mantenere e consegnare alle future generazioni una realtà migliore”.

“Per quanto riguarda l’aspetto economico – ha proseguito Catania -, non c’è dubbio che si tratti di un’iniziativa molto significativa, visto che tra le principali criticità che caratterizzano la situazione attuale del comparto agroalimentare, ci sono proprio i rapporti di filiera e gli squilibri subiti dai soggetti più deboli. Ecco perché ho dato la massima attenzione a questo tema, mettendo a punto il pacchetto di norme inserite nel decreto liberalizzazioni, e nello specifico la misura che disciplina le relazioni commerciali, che prevede l’obbligo del contratto scritto e del termine di pagamento a 60 giorni per i prodotti non deteriorabili e a 30 per quelli deteriorabili. Il mio obiettivo è stabilire regole certe affinché il lavoro dei nostri agricoltori venga remunerato adeguatamente. Inoltre vorrei ricordare, tra le norme inserite nel decreto semplificazioni, quella che agevola la vendita diretta: con una semplice comunicazione al Comune di appartenenza l’agricoltore può vendere anche al di fuori della sua azienda. Il mio augurio è che riusciate a proseguire ogni giorno in questa battaglia così da raggiungere una massa critica sufficiente a incidere su tutto l’assetto della filiera e a condizionarne i prezzi, in modo da restituire il giusto valore al lavoro degli agricoltori”.

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