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di Gabriella Coronelli





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Giardino Occhipinti a Noto bellezza e intelligenza

Il mondo vegetale il suo fascino il suo futuro

28/09/2015

Retrospettiva per capire il significato di un “giardino” al centro del Mediterraneo
Mediterraneo - Cartografia di Vincenzo Maria Coronelli
Noto è uno di quei rari luoghi al mondo in cui si ha la percezione fisica di trovarsi di fronte ad uno smisurato testimone del tempo quotidiano, della storia quotidiana, della vita quotidiana che sovrastano l’uomo con un dinamismo tanto imponente da sembrare immobile, fermo a celebrare instancabilmente una terra e la sua anima.
Il cuore del centro storico di Noto cela un giardino sconosciuto a gran parte della cittadinanza, il Giardino Occhipinti. Nascosto dalle abitazioni e dalle alte mura che lo circondano, lo spazio verde è rimasto dimenticato e abbandonato per tanto tempo. Era nato per diventare un orto botanico, ricco di specie naturali della Sicilia, fu luogo di incontro e di riparo per i rivoluzionari antiborbonici netini.
Il Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale  (CUMO) ha preso coscienza della ricchezza che l’ “Orto Occhipinti” può offrire, diventando nuovamente fruibile come luogo di ricerca, di studio, di incontri e di scambio di emozioni. Noto antica
Nel mese di maggio, il CUMO ha organizzato e ospitato in questo luogo una giornata dedicata a “La Bellezza e l’Intelligenza del Mondo Vegetale”, giornata programmata nel contesto del “Fascination of Plants Day”  promosso dall’European Plant Science Organization. Obiettivo di questi incontri è quello di trasferire l’importanza che le piante rivestono per le attività dell’uomo, dalla produzione del cibo a quella di materiali, dalla conservazione della biodiversità all’attenuazione degli effetti del cambiamento climatico, dalla tutela della salute alla protezione del territorio dal rischio idrogeologico. Noto - bergamotto agrume tipico
La giornata ha offerto incontri, laboratori, installazioni e conversazioni che hanno stimolato riflessioni e spinto ad agire; gli argomenti affrontati:
  • Il Futuro della Sicilia nei Grani Antichi – a parlarne Giuseppe Li Ros – nato da una famiglia di agricoltori, si laurea in lingue straniere per poter fuggire dalla Sicilia ma ci ritorna presto come ribelle della cerealicoltura convenzionale e crea l’Azienda Agricola Terre Frumentarie. È stato Commissario Straordinario della Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone ed è Presidente dell’azienda Terre e tradizioni; partecipa attivamente a progetti nazionali e internazionali di ricerca scientifica per il miglioramento genetico dei frumenti siciliani.
  • Protezione del Territorio dal Dissesto Idrogeologico: il ruolo delle piante nella prevenzione e nella mitigazione – ne parla Laura Maria Stancanelli – ricercatrice presso il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università di Catania. Lavora, come assegnista di ricerca, sulla propagazione delle correnti on presenza di moto ondoso. Durante gli studi ha lavorato su eventi di dissesto idrogeologico, occupandosi direttamente degli eventi di Giampilieri del 2009 Ha vinto diverse borse di studio e pubblicato lavori propri su riviste scientifiche nazionali e internazionali.
  • Costruire la Natura: il verde urbano e l’architettura nel futuro delle città nella Sicilia sud-orientale – ne parla Corrado Papa – architetto laureato a Firenze ha lavorato a Firenze e Milano poi è tornato a Noto per partecipare al rinascimento della città colpita, 25 anni fa, da un sisma. Fra le sue realizzazioni: restauro di Porta Marina a Ortigia in Siracusa, restauro delle piazze Calatafimi e Montecanosa  a Noto, progetto di allestimento della Collezione “Pirrone” nell’ex monastero di Santa Chiara, ristrutturazione e restauro della Villa Ruiz e del Palazzo Di Lorenzo.
  • La Fotografia di Paesaggio tra urbanizzazione e natura – ne parla Marcelo Cabrera – argentino, laureato in Fotografia dei beni Culturali, è docente di fotografia all’Isia di Urbino. Ha partecipato a mostre e festival nazionali e internazionali, ha pubblicato le sue opere su numerosi libri e riviste specializzate, vive a Ragusa dove prosegua la sua ricerca fotografica.
  • Specie autoctone del Parco degli Iblei: uomini e piante – ne parlano Paolino Uccello e Vincenzo Cascone – quest’ultimo è regista, si occupa di teoria del cinema e produce documentari. Ha fondato Extempora, casa di produzione indipendente, con cui ha realizzato diverse inchieste e progetti sul sociale: La Variante Sultano, Iblei – Storie e Luoghi di un Parco, L’ora di Spampinato. Sta lavorando ad un film breve sulla rilettura della Medea di Pasolini attraverso l’opera pittorica di Giovanni Robustelli. Paolino Uccello è guida naturalistica e formatore, vice segretario regionale dell’Ente fauna Siciliana e direttore del Museo Civico di Canicattini. Ha al suo attivo 3 documentari per Geo&Geo su tematiche ambientali; tra le pubblicazioni meritano di essere ricordate: Tesoro di Pantalica, Lungo il corso dell’Anapo, Le Oasi Naturalistiche della Provincia di Siracusa, Santi Guaritori ed Erbe Magiche, Le Piante e le Parole che Guariscono.
  • I Frutti Antichi nei Moderni Giardini di Pomona – ne parla Paolo Belloni – nasce e studia a Milano laureandosi in lingue e letteratura straniere. Inizialmente è è fotografo di reportage e architettura, poi allarga il settore di attività ad una sezione botanico-editoriale. Fonda Pomona Onlus – Associazione nazionale per la Valorizzazione delle Biodiversità – che presiede. A Cisternino ha creato un campo di collezione e raccolta con circa 1000 varietà di fruttifere arboree. Sta realizzando un impianto di Foresta Alimentare in aridocoltura ispirato ai principi della Permacoltura. 
Foto di Marcelo cabrera
La giornata di lavori è stata occasione per presentare il “manifesto” del Giardino Occhipinti, ne rappresenta l’approccio e il percorso futuro con l’obiettivo di ridargli la vitalità e il ruolo che solo un luogo nel cuore del Mediterraneo può avere.
Il manifesto è sviluppato in 10 punti che qui sintetizziamo, nel PDF allegato il testo completo:
  1. Il lavoro inizia con un’indagine per verificare cosa fare per mettere in sicurezza il Giardino e renderlo accessibile a chiunque desideri goderne il fascino;
  2. La ricerca di un giardiniere che si innamori di questo luogo e, grazie all’esperienza e alle competenze specifiche, sia capace di fare emergere la sua personalità, sia capace di programmare il suo futuro attraverso interventi di manutenzione e salvaguardia;
  3. Il coinvolgimento di esperti botanici a supporto del lavoro del giardiniere per realizzare un censimento delle specie presenti e approfondire la conoscenza del Giardino e salvaguardarne il patrimonio;
  4. Un’indagine approfondita sul sito archeologico scoperto nella parta bassa del Giardino: un ipogeo con nicchie votive risalenti ad epoca altomedioevale. Ricerche approfondite anche sulle memorie dei rivoluzionari antiborbonici che, a Noto, si incontravano in questo Giardino durante i motti del 1848;
  5. Il Giardino nasconde altri ambienti ipogei, probabilmente i sotterranei del settecentesco Convento di Santa Maria del Gesù, con l’aiuto di speleologi esperti, verranno riportati alla luce;
  6. La scoperta di questo splendido frammento di campagna in ambiente urbano, è occasione per realizzare un luogo di riscoperta e trasferimento alle generazioni attuali e a quelle future, della cultura materiale rurale del territorio. Sul modello di orti urbani delle città europee, qui nascerà un luogo per i bambini e gli adolescenti, dove apprendere, sperimentare e imparare ad amare la terra e i suoi doni attraverso la conoscenza. Per i ragazzi delle superiori sarà luogo di applicazione, di lavoro che integra gli studi;
  7. Il Giardino sarà aperto anche a famiglie e anziani che avranno la possibilità di tramandare un sapere empirico che sarebbe destinato al solo passato, la conservazione della memoria materiale e gestuale della cultura tipica del luogo;
  8. Il CUMO, oltre ad essere vicino fisicamente, si fa garante della  salvaguardia del luogo perché la natura torni protagonista, perché il giardino possa essere il contesto ideale per incontri e workshop che motivino azioni di ricerca e studio;
  9. Il Giardino condividerà anche la vocazione del CUMO: la formazione. Fattorie didattiche, ecotherapy e pet-therapy sono alcune delle discipline che verranno approfondite con la collaborazione di formatori e partner esperti;
  10. Obiettivo è che il Giardino diventi promotore di una partecipazione allargata e motivata di cittadini, istituzioni, studiosi e semplici appassionati.
Il manifesto si conclude con la determinazione, da parte degli “appassionati”, a fare del Giardino un luogo vivo, dove le diversità naturale e umana si incontrino e prosperino per migliorare la nostra civiltà. 

per approfondire: Noto, Giardino Occhipinti custode di antiche specie
Noto - Patrimonio Unesco - la Cattedrale

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