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di Gabriella Coronelli





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Grave ingenuità
escludere dilemmi etici

Motivazioni di una scelta vegana o vegetariana

18/03/2016

di Agostino Grassi

Abbiamo espresso il nostro punto di vista, relativamente alle scelte alimentari etiche, in occasione del congresso Identità Golose nella cui presentazione, Paolo Marchi, accampa diritti, per i cuochi, di fare ciò che vogliono in nome della loro "genialità" - discutibile molto discutibile -  sia la genialità che i diritti dei cuochi. Ospitiamo una seria riflessione di Agostino Grassi, medico nutrizionista, la cui certa professionalità gli consente di esprimere concetti precisi e documentati. 
Etica in tavola - i titoli de il Giornale - modesto tentativo di imporre una visione onnivora


I vegani suscitano antipatia. Anche Crozza si diverte con il suo cuoco vegano. E così per simpatia questa antipatia si estende ai vegetariani.
Non vi dico cosa si è scatenato dopo che recentemente la rivista Nature ha pubblicato un articolo dedicato all’impatto del consumo di carne e delle tecniche di food processing sull’evoluzione umana. Immediatamente è stato sfruttato per criticare vegani e vegetariani.
Il Giornale titolava: “La scienza sbugiarda i vegani. La carne ci ha resi intelligenti”. Il Foglio non è stato a guardare, il suo titolo è stato “Vegani evolvetevi!
Odio i fanatismi e le crociate mascherate da salutismo e ambientalismo. Ma purtroppo la mia mente non riposa e voglio dire qualcosa al Giornale (e al Foglio indirettamente).
Dieta vegana - scelta etica - la piramide
Che nel corso dell’evoluzione il consumo di carne abbia favorito lo sviluppo cerebrale, e con esso la comparsa di capacità cognitive più sofisticate, non implica affatto che consumando oggi meno carne si diventerà automaticamente meno intelligenti.
Una ricerca degli anni ’80 ha correlato la carenza di carne nella dieta di alcuni bambini in Messico, Kenya ed Egitto a una serie di problemi, tra i quali un peggiore rendimento scolastico. Si trattava tuttavia, in questo caso, di un problema di generale povertà, più che di dieta: secondo i risultati di un altro studio, infatti, nei ricchi il consumo ridotto di carne non era collegato a peggiori risultati nei test cognitivi.
Da un punto vista etico, l’eventualità che il consumo di carne sia stato importante per lo sviluppo del cervello umano non fa alcuna differenza per il vegano. Se lo scopo di una persona che sceglie l'alimentazione vegana è quello di evitare inutile sofferenza animale, le motivazioni alla base della sua rinuncia resteranno egualmente valide. Che un certo comportamento abbia avuto conseguenze adattative nel nostro passato evolutivo non dice nulla sulla sua validità da un punto di vista morale.

Nella storia del pensiero antropologico ed evoluzionistico sono stati considerati adattativi comportamenti quali guerra cannibalismo e stupro
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Nella storia del pensiero antropologico ed evoluzionistico sono stati considerati adattativi comportamenti quali la guerra, il cannibalismo e lo stupro, ma nessuno si sognerebbe di trarre da tali ipotesi una difesa di quei comportamenti.
L’ambizione di stabilire quali siano i comportamenti moralmente corretti sulla base di un’analisi evoluzionistica della “natura umana” è problematica perché l’umanità ha avuto caratteristiche diverse in momenti diversi, e non sembra possibile identificare un numero anche limitato di caratteristiche costanti che ne definiscano la “natura”; e anche perché qualsiasi tentativo di questo tipo corre il rischio di proiettare su una presunta “natura umana” quelle che sono le nostre preferenze etiche.
Nel corso dell’evoluzione la specie umana è cambiata dal punto di vista non soltanto biologico, ma anche sociale. È inutile negare che la rinuncia alla carne, e ancor di più la dieta vegana, siano scelte più facilmente percorribili all’interno di una società che abbia raggiunto un certo livello di benessere.
È il benessere che ci permette il lusso di chiederci se sia giusto infliggere sofferenza a un animale per scopi alimentari.
Ed è sempre il benessere che ci consente di compensare la carenza di carne con altri cibi, senza rinunciare ai nutrienti fondamentali e senza alleggerire eccessivamente il nostro portafoglio.
Posto di fronte a tale scelta, ciascuno di noi sceglierà secondo coscienza. Ma resta una grave ingenuità il pensare di poterci liberare dei dilemmi etici, che sono necessariamente il frutto del nostro tempo, appellandoci a quello che è stato il cammino evolutivo degli esseri umani.

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