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di Gabriella Coronelli





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Sara Preceruti
a Porlezza gusto senza confini

Acquada luogo di esperienze non solo degustative

10/01/2018

“La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore.
Chi guarda fuori sogna. Chi guarda dentro si sveglia.” – Carl Gustav Jung
Acquada - chef Sara Preceruti - Porlezza
Sara Preceruti, è sveglia, presente, consapevole sa guardare con coraggio dentro il suo cuore e elargire con naturalezza incantevole le sue sagome d’arte arrangiate tra il pop e l’espressionismo astratto che ben si adatta alle forme e alle cromie fatte di terra, pigmenti, vegetali, spezie non limitandosi a replicare tradizionali codici formali si riappropria delle radici e le offre attraverso un lessico moderno, contemporaneo, comprensibile e raffinato.
È una chef, non una donna in cucina, non è in balia di mode ed esibizionismi televisivi, una leader di quelle raccontate e auspicate da Covey, capaci di identificare la giungla sbagliata e scegliere la giungla giusta e guidare la sua squadra in un percorso che li stimola a riconoscere i propri valori, le proprie potenzialità mettendole al servizio di una visione: “Acquada”.
Acquada - Sara Preceruti colta in azione
Il suo ristorante è l’approdo di un cammino in continuo divenire alimentato dalla curiosità, dalle competenze e dalla volontà di Sara, affiancata da giovani professionisti capaci di esaltare i valori che non sono certo quelli della cucina casalinga ma di una cucina accurata, attenta, audace al punto giusto, in un ambiente sereno alimentato dal respiro del lago.
In ogni stagione, la creatività di Sara esprime i colori, i sapori, le armonie della terra, del mare, del lago e di luoghi lontani e vicini. La sua capacità di assemblare i toni più diversi in sfumature che li rendono sorprendentemente equilibrati è ispirata dai territori più conosciuti ma contaminata da realtà lontane affascinanti, una ricerca senza confini per offrire esperienze degustative uniche.
Sara Preceruti - Acquada - Petto di quaglia affumicato su passatina di mele , gelatina di liquerizia cialda di pane ovetto di quaglia poché in carpione
Il luogo scelto per esprimere il suo stile e sviluppare il suo percorso creativo non è certo comune: Porlezza – dal latino antico “prato”, è il cuore storico della Valcavargna, appoggiata alle rive estreme settentrionali del Ceresio, dal celtico "keresius" che significa ramificato come in effetti è la forma del lago, dista solo 12 km da Menaggio sul Lario di cui gode le influenze benefiche. Due laghi molto simili nell’evoluzione geologica, un’evoluzione storica diversa a tratti trasversale, dall’inizio del secolo scorso assimilati dalle esperienze culturali che hanno ospitato: correnti diverse di filosofie e utopie hanno occupato questi luoghi grazie alla pace e all’inclinazione all’introspezione che stimolano.
Sara Preceruti - Acquada - Porlezza incastonata nel Lago blu più del cielo
Non è un caso che un profilo come Sara abbia trovato qui l’humus per affondare le sue radici e allargare il suo percorso di crescita, un percorso che ha molto da esprimere, le doti di formatrice la portano a condividere con i giovani il sapere e il carattere aperto ed armonioso la rendono partner ideale di colleghi con cui realizzare esperienze non di solo gusto, di convivialità e condivisione di interessi artistici e culturali.
Come ha sempre fatto, Sara continuerà a partecipare ad eventi che la portano a confrontarsi e allargarsi, tipo Identità Golose, e porterà ad Acquada amici, colleghi, produttori, artisti, chiunque abbia voglia di partecipare ad un gioco di matrice hessiana capace di moltiplicare le variabili e generare un prodotto semplicemente sublime.

Tano Simonato Sara Preceruti 4 mani stile Bulgakov


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