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Mosè Manni, nato nel 1933, è un'icona.La sua immagine inconfondibile, negli ultimi 10 anni, è comparsa dovunque siparlasse di Bitto Storico. Prossimo alle 70 stagioni d’alpeggio, le prime intempo di guerra, aveva 15 anni quando cominciò a fare il Bitto, dopo unpercorso qualificante che da cascìn lo ha portato ad essere casaro; nella suavita ha cagliato fiumi di latte.

A Cosio, la famiglia Manni possiede un’aziendazootecnica e trasforma direttamente il latte in burro e formaggio di latteria ecarica, nella stagione estiva, l’Alpe Trona soliva.

Mosè, come quasi tutti i Ribelli, hacompreso che la trasformazione e la vendita diretta consentono, non solo divalorizzare meglio il proprio latte, ma anche di sottrarsi ai condizionamentidelle latterie industriali.

Anche in fondovalle il metodo dilavorazione Manni è legato alla tradizione: gli animali consumano quasiesclusivamente fieno aziendale, riducendo al minimo i costi di acquisto perforaggi, non si spinge la produzione e si cura la qualità sia del latte che delprodotto finito.

Mosè ha sempre operato secondo quantoimparato dal padre, che aveva imparato dal padre e indietro fino a taleBartolomeo nato nel 1737, mentre intorno a lui allevatori meno attenti si lasciavaconvincere a modernizzarsi considerando l’alpeggio un’inutile residuo delpassato. A 78 anni, Mosè corre dietro alle capre e lavora intensamente alloscarico dell’alpeggio, con il bastone di legno ricurvo rompe le buàscie, tortedi sterco bovino, per favorire la fertilizzazione del pascolo.

È un Ribelle pacifico, per anni è statodefinito, per i suoi metodi, troglodita da colleghi che non capivano e noncapiscono, la forza della rivoluzione insita nelle scelte etiche e partiche diMosè: al suo alpeggio non ci sono dipendenti, solo figli e nipoti cheapprendono con amore non solo il metodo ma anche la volontà di proseguirequesto cammino con l’orgoglio di essere Ribelli.

Le redini dell’azienda, oggi, sono nellemani di Antonella, la figlia, che ha imparato dal padre a produrre soloprodotti di Alta Qualità e a non perdere d’occhio il bilancio d’impresa: deveessere attivo non solo per loro, come famiglia, anche per gli animali chedevono condurre un’esistenza dignitosa per produrre latte di qualità e per l’ambienteche deve essere salvaguardato con rispetto per nutrire gli animali di unnutrimento sano e ricco alla base di questo meraviglioso ciclo produttivo.


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