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Alfio ha dovuto fare una scelta, quella di essere un Ribelle, che ha comportato un prezzo, un cambio di vita: la separazione da suo fratello, col quale condivideva la gestione dell’azienda di famiglia.

È stato Alfio, una volta entrato nella squadra Ribelli, a reintrodurre la vecchia “Bruna Alpina” andando in rotta di collisione con l’Associazione Provinciale Allevatori che imponeva la sostituzione della vacca autoctona con la statunitense brown swiss facendola passare per la stessa razza.

Attualmente, Alfio, ha diverse mucche “antiche” in stalla anche grazie ad un ribelle odontotecnico brianzolo che lo ha sostenuto con una donazione; la domanda retorica che chiarisce il punto divista di Alfio è: chi ha detto che anche in Valtellina sia necessario allevare le macchine da latte made in usa?

La risposta è il formaggio di altaqualità che produce all’Alpe Cavisciola di cui è caricatore da 14 anni.

Con la fidanzata Sonia Marioli che, da otto anni, fa la casara all’Alpe, Alfio gestisce questo alpeggio che ha il pè a 1400 mslm e la scìma a 2200 mslm in alta Val Brembana; con loro lavorano 2 cascìn,il più grande ha 14 anni va in alpeggio da quando ne aveva 9 e, a differenza di una volta che i ragazzi erano obbligati dalle famiglie a fare questo lavoro, oggi solo chi ha passione sceglie di dedicare le sue estati alla cura delle mandrie in alpeggio: ragazzi con carattere, coraggio e determinazione, doti molto rare.

Per Alfio e Sonia l a bandiera dellaribellione è intimamente legata alla loro identità personale, sono giovani,Alfio non discende da una dinastia di alpeggiatori, l’arte l’ha appresa dal padre di Sonia e altri maestri, hanno scelto di essere pastori, casari, caricatori. Sonia ha 34 anni, da 20 fa la casara, anche lei ha perseguito con passione e disciplina un percorso che oggi la qualifica e, con Alfio, ha costruito una nuova stalla dove le mucche sono ospitate in modo dignitevole con ampia possibilità di movimento perché sono loro, le mucche, le prime collaboratrici e, come ogni risorsa aziendale, daranno ottimi risultati nella misura in cui viene data loro la possibilità di produrli gli ottimi risultati.

Un’impresa modello, disciplinata da valori irrinunciabili, con un sistema qualità certificato da un prodotto che nasce da un ciclo rispettoso delle risorse ambientali, che riduce gli sprechi, gestisce le risorse umane con coerenza e con un piano di carriera noto, ha una mission aziendale che persegue con logica e perseveranza, coltiva la soddisfazione del Cliente garantendo un livello di qualità superiore alle attese.

Alfio e Sonia avrebbero potuto frequentare un master al MIB di Boston ma anche solo al Politecnico di Milano, non sarebbero manager di un’impresa modello in così giovane età.


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