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Redoro modello d'impresa flessibile
condividere risorse e successi
27/11/2012.
I primi 3 mesi di quest’anno avevano premiato l’agricoltura nazionale con un incremento (+5,4%) significativo rispetto l’anno precedente; nei mesi successivi ha registrato una flessione, siamo in attesa dei dati di fine anno.Innegabile, molti parlano di crisi, argomento diffusissimo e molto discusso.
Quandosi respira aria di crisi si cercano “modelli” di riferimento: modelli chiusi,modelli aperti, modelli sistemici, modelli … tutti sono alla ricerca di nuovi o antichi modelli, purché siano funzionanti.Steve Jobs copertina di TIME
Così ci si ritrova ad assistere a incontri tra agricoltori, aziende agricole e consorzi, università, camere di commercio, in cui vengono comparati i modelli“chiusi” di una volta e quelli “aperti” attuali lasciando i presenti tutti nel limbo del “mbho” dato che nessuno prospetta soluzioni e nessuno capisce niente, tutti tornano a casa e continuano l’avventura dell’inventiamoci ogni giorno quella che ci pare la soluzione al problema del momento che, forse, sarà semplicemente la matrice dei problemi di domani.
Lasciando il Frantoio Redoro, a Mezzane di Sotto in provincia di Verona, si ha la sensazione di essersi confrontati con un modello d’impresa che funziona. Viene in mente una delle assennatezze espresse da Steve Jobs:
“Questo è stato uno dei miei mantra: attenzione e semplicità. La semplicità può essere più difficile di quanto si creda. Si deve lavorare duro per rendere il pensiero limpido e lineare. Ma ne vale sempre la pena perché una volta arrivati fin lì, si possono spostare le montagne”.
Ecco, la semplicità è il talento, l’eccellenza primaria, che Daniele Salvagno trasferisce ai propri interlocutori. Un sistema semplice, molto semplice, il suo, per rendere l’impresa efficace, capace di conseguire un obiettivo; così com'è semplice il suo stile comunicativo.
La prima cosa ad essere semplice è l’obiettivo di questa impresa: creare e mantenere nel tempo un congegno che funzioni per generare benessere al territorio in cui l’azienda è radicata. Sì perché la Redoro ha radici profonde, fondata nel 1895 da REgina e IsiDORO, ha un legame fortissimo con il territorio rappresentato dalla terra e le sue risorse, dalle persone, le famiglie, le istituzioni, le tradizioni, il futuro.
Daniele con il fratello Lorenzo, le sorelle Paola e Valeria ed uno staff di appassionati collaboratori si sono assunti l’impegno di perseguire un processo di miglioramento continuo che vedono, giorno dopo giorno, svilupparsi intorno a loro.
Daniele SalvagnoIl frantoio ha sede nel centro del paese di Mezzane di Sotto, un comune con circa 3000 abitanti dei quali un migliaio sono olivocultori. Questi, più gli olivocultori dei comuni limitrofi, conferiscono le olive al frantoio. Olive tutte coltivate con metodi rispettosi delle risorse, senza utilizzo di prodotti chimici, raccolte a mano, selezionate accuratamente.
Al frantoio è un via vai di trattori con gente sorridente e contenta di ciò che porta, con la consapevolezza di contribuire tutti ad un sistema produttivo di qualità.
Ogni contenitore conferito è identificato per produttore, cultivar e data; il prezzo di conferimento è uguale per tutti, indipendentemente dalla resa, è regolato dall'andamento di mercato e varia dai 60 ai 70 euro al quintale, 75/85 euro al quintale le DOP.
Le olive sono frante con sistema meccanico a freddo entro le 24 ore dal conferimento e, l’olio, conservato in silos di acciaio.
Entro la fine dell’anno tutti gli olivocultori ricevono il pagamento delle fatture di loro competenza.
L’olio biologico, con certificazione di processo e di qualità, è prodotto negli oliveti della famiglia, che intende, così, offrire al mercato un prodotto di alta qualità e certificato.
Così i fratelli Salvagno hanno inteso preservare, nel tempo, l’eredità non solo materiale ma, principalmente, etica. Questo risulta evidente dallo sviluppo che, l’attuale generazione, pur dovendo sopravvivere in un ambiente più complesso e competitivo, ha dato all'impresa.
Non un sistema chiuso ma neanche un sistema aperto; un sistema capace di riconoscere che gli scenari odierni, molto più dinamici dei precedenti, necessitano di competenze e volontà che consentano l’adattamento: un sistema elastico, flessibileallargato.
Solo così Daniele Salvagno, che riveste il ruolo di direttore generale e gestisce i rapporti con i mercati, ha potuto, e intende potere anche nel futuro, consolidare una presenza di qualità su tutti i mercati, con un’attenzione particolare a quelli emergenti, sapendo che lo sviluppo è conseguenza della migliore utilizzazione delle risorse disponibili e/o acquisibili dall'azienda.
Non solo la sua esperienza ma anche la sua voglia di esplorare orizzonti sempre nuovi, lo hanno spinto ad assumere ruoli istituzionali come vice presidente di Feder DOP Olio, la federazione dei consorzi di tutela dell’olio extravergine di Oliva DOP. In questo ruolo sostiene il D.L. della senatrice Colomba Mongiello, senza paura, dato che gli alchil-esteri degli oli Redoro sono, di norma, inferiori ai 10 mg per kg e l’acidità è 0,3.Redoro impianto di confezionamento
Come ogni produttore attento a procedure rispettose della risorsa (terreno, pianta,frutto) Daniele sa che questi standard possono essere importanti fattori di posizionamento degli Oli EVO italiani e barriere di ingresso al mercato degli oli derivati da miscele, il consumatore deve essere chiaramente informato perché faccia scelte e acquisti consapevoli.
Fino ad oggi questa vision e questi valori hanno consentito: a numerose famiglie di produrre un lavoro che sia dignitevolmente riconosciutoa un territorio di essere salvaguardato nella sua identità e migliorato, a un' impresa di vendere un prodotto di Alta Qualità ad un prezzo che compensi tutti gli attori coinvolti e soddisfi le esigenze del mercato.
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